mercoledì 3 ottobre 2012

Un gioiello ritrovato


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Un gioiello ritrovato

Siamo partiti, pieni entusiasmo, per togliere dall’oblio e riportare al presente, tra di noi, una chiesetta che faceva parte del panorama dell’anima. Man mano che stiamo lavorando stiamo scoprendo che la Chiesetta di San Giuseppe Giusto è un gioiello il cui valore non può più essere commisurato solo ai beni della nostra città, ma può definirsi assoluto, sia sotto il profilo artistico che sotto il profilo storico.
Ieri abbiamo avuto una consulenza insperata, quella del prof. Paolo Giansiracusa, direttore e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Siracusa, conferenziere notissimo anche a Lentini, critico storico dell’arte, autore di molti testi, tra cui “Le chiese della provincia di Siracusa”, Il professore ha rilevato che la chiesa contiene stratificazioni sovrapposte che vanno dal periodo greco (c’è un pozzo di manifattura greca) a quello bizantino (l’altare sicuramente) ai primi secoli dello scorso millennio (l’intervento dei templari citato dal Sebastiano Pisano Baudo) al 1700 (la facciata ricostruita dopo il terremoto del 1693).
Se fino ad ora l’interesse era solo lentinese adesso tutte le istituzioni devono drizzare le orecchie: il Comune di Carlentini, la provincia Regionale di Siracusa, la Soprintendenza ai Beni Culturali, l’Assessorato Regionale, perché adesso non è in ballo solo la memoria dei lentinesi (che a me comunque, non sembrava cos da poco) ma un pezzo del patrimonio artistico-storico-archeologico siciliano.
E se per i lentinesi prima si trattava di un interesse sentimentale ed identitario, adesso si tratta di potere fruire e valorizzare un bene di grandissimo valore. I nostri antenati questo lo sapevano o quanto meno lo intuivano; la via che conduce al sito, cioè la via dell’ospedale, fino ai primi del ‘900 si chiamava via San Giuseppe Giusto. Solo dopo la costruzione dell’ospedale cambiò nome. Adesso che l’ospedale non c’è più sarebbe cosa buona e utile ridare alla via il suo vecchio nome. Sarebbe la prova tangibile che  lentinesi di questo secolo hanno capito l’importanza di quella chiesa e vogliono riconoscergli il valore e l’importanza storica che merita.
Soprattutto sarebbe la prova che a questo paese piuttosto povero non vogliono negare qualcosa che è suo ed è di grande valore. Una città è affascinante non solo per le cose che mostra, ma anche per quelle che racconta. In questo periodo siamo piuttosto depressi, ma se riuscissimo a capire questo importante segreto, Lentini sarebbe una delle piccole città più affascinanti d’Italia.
Pensate alla storia dei greci e di Gorgia, alla presenza di Iacopo e Riccardo, dei Templari, del Biviere, della centrale idroelettrica, della nascita della zona commerciale della stazione, dell’epopea dei giampuliroti, delle lotte bracciantili ed ora a tutti i segreti di San Giuseppe Giusto. Tutte storie poco note a noi stessi e sottovalutate da chi le conosce ma che, se sapute raccontare, possono cambiare l’immagine della nostra città. Tutte storie da raccontare.

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