venerdì 10 ottobre 2008

Un grande lavoratore

C’è a Lentini una carta di lutto che comunica alla cittadinanza la scoparsa di tl Filadeflo Insolia, di anni 64. Non so chi sia, ma è possibile che lo conosca. Sarebbe facile indagare e ho in programma di farlo. Ma ora mi piace dire qualcosa di lui proprio in quanto sconosciuto.
Nella carta di lutto, proprio sotto il nome, i suoi familiari hanno fatto scrivere, in neretto e maiuscolo: GRANDE LAVORATORE.
Trovo la cosa di bellezza commovente. I familiari del defunto hanno ritenuto di assegnare al loro caro un titolo. E questo titolo è “grande lavoratore”.
Sicuramente egli in vita sarà stato un vero, grande, serio, affidabile lavoratore. Per fortuna ce ne sono stati, ce ne sono al mondo e ce ne saranno ancora tanti altri e tuttavia, anche se egli è in copiosa compagnia il suo titolo di “grande lavoratore” non perde niente. Ma c’è qualcosa di straordinariamente raro e importante: il fatto che i suoi familiari (forse su richiesta dello stesso Insolia) abbiano deciso di dichiararlo con tutta la solennità insita in un manifesto che ne annuncia la morte, nell’ultimo e più importante annuncio che lo riguarda, quasi a volere rendere sacra e definitiva quella dichiarazione. Una dichiarazione che attiene al rapporto di quell’uomo con il lavoro, evidentemente visto e affrontato come impegno dalle implicazioni sociali, visto che è alla società che viene resa la dichiarazione. Come dire: Filadelfo Insolia ha lavorato consapevole che il lavoro di ognuno di noi non serve solo a noi stessi. E ha lavorato con grande impegno, serietà e bravura anche per tutti voi che leggete.
Questa idea del lavoro mi sembra vera e straordinariamente bella e sono sicuro che Filadelfo Insolia nella sua vita è stato davvero un grande lavoratore. Porterò un fiore sulla sua tomba e ringrazio la sua famiglia per questa splendida lezione.

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