mercoledì 31 agosto 2011

Turi Vasile

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Noi lentinesi abbiamo conosciuto Turi Vasile una quindicina d’anni fa.
Era già anziano ed aveva intrapreso da poco la sua attività di scrittore.
Grazie ai suoi libri abbiamo compreso tutto il suo amore per la Sicilia e per Lentini.
I suoi racconti, quasi tutti memorialistici parlavano di Bonvicino, di olive condite, di pane di Lentini, di insalate d’arance. I ricordi di quand’era fanciullo e trascorreva le estati con gli zii paterni.
E a quei racconti Lentini deve una piccola parte della sua notorietà in ambienti romani.
Vasile nacque a Messina nel 1922. Era figlio di un lentinese che si era arruolato nell’allora Regia Marina e era stato inviato a fare il guardiano di faro a Capo d’Orlando.
Nel 2004, mentre era Presidente dell’Istituto del Dramma Antico di Siracusa, .il Comune di Lentini gli conferì la cittadinanza onoraria,
In quell’epoca svolgeva anche un’intensa attività di giornalista, opinionista e critico letterario.
Ma, come dicevo, questa era la fase della sua vita, potremmo dire, post-lavorativa, questi dovevano essere, diciamo così, i passatempi del pensionato. E invece egli era ancora un vulcano in piena attività.
Perché dico “ancora”? Perché prima di allora, a partire da quando aveva circa vent’anni, era stato più che un vulcano.
Fu uomo di teatro a tutto tondo: autore di una ventina di opere, regista, attore, direttore della rivista “Sipario”, vincitore di diversi premi e concorsi.
Mentre viveva freneticamente questa sua esperienza, in Italia si affermava il grande cinema. Grandissimi registi come Rossellini, Visconti, De Sica. Comencini, diedero vita ad una stagione artistica senza precedenti e rimasta nella storia del cinema mondiale, con il Neorealismo prima e la Commedia all’italiana dopo.
Vasile era troppo vivace per restarne fuori.
Entrò nel mondo della celluloide, come si diceva allora, giovanissimo e per oltre trent’anni fu regista, sceneggiatore e, soprattutto, produttore cinematografico.
Come sceneggiatore lavorò a fianco di gente come Diego Fabbri e Suso Cecchi D’Amico e per registi come Zampa e Antonioni.
Come regista diresse anche Totò.
Dei film da lui prodotti ne ricorderò solo alcuni, giusto per dare un’idea della qualità. “Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi, “Roma” di Federico Fellini, “I vinti” di Michelangelo Antonioni, “Pane e cioccolata” di Franco Brusati, “Anonimo veneziano” di Enrico Maria Salerno
A vario titolo, il suo nome è riportato nelle locandine di circa 160 film,
Ci vorrebbe ben altro spazio per fare un ritratto compiuto di Turi Vasile ma ho voluto parlarne lo stesso perché il 1° di settembre cade il secondo anniversario della sua morte.
Mi è sembrato doveroso e mi è piaciuto molto ricordarlo.
E non resisto alla tentazione di citare anche un particolare più intimo della fase finale della sua vita.
Egli stava già male da alcuni anni. Ma sua moglie, Silvana, stava molto peggio. Aveva bisogno di assistenza continua, notte e giorno. Turi non poteva lasciarla sola, resistette fino a che sua moglie non andò a riposare. Esaurito il suo compito nei confronti della donna amata, finalmente si lasciò andare. Morì appena tre giorni dopo Silvana, Aveva 87 anni..


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