mercoledì 23 novembre 2011

La biblioteca tra attualità e storia

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Nei giorni scorsi diverse associazioni e molti cittadini hanno sottoscritto la richiesta, al sindaco, di un incontro pubblico per affrontare tutti insieme il problema della Biblioteca Comunale. Essa versa in condizioni non all’altezza dell’importanza e l’utilità della stessa, della ricchezza del patrimonio librario, delle tecnologie che i tempi ci mettono a disposizione. Anch’io l’ho firmata consapevolmente. Tuttavia mi sento di dire due cose che nella premessa della petizione non sono dette, suppongo per mancanza di spazio.
La prima riguarda il personale che si occupa della Biblioteca. Abbiamo una direttrice molto preparata e dalla indiscutibile esperienza, Due impiegate a tempo pieno e quattro a tempo ridotto.
Ebbene, pur in quella struttura fatiscente, in quegli spazi angusti e con un’illuminazione assolutamente inadeguata, la direttrice dottoressa Mangiameli e gli impiegati riescono a tenere la catalogazione perfettamente aggiornata e i testi consultabili e a garantire l’apertura al pubblico per 5 giorni alla settimana per 12 ore al giorno.
Mi sembra pacifico che da loro non possiamo pretendere che decidano quando, dove e come spostare la Biblioteca. né di finanziare il processo di ammodernamento e di informatizzazione della stessa.
Io mi sento di ribadire il mio apprezzamento e la gratitudine di cittadino.

In secondo luogo vorrei rivolgere un pensiero grato ad alcuni nostri concittadini, ormai tutti scomparsi che ebbero un ruolo fondamentale nell’apertura della nostra Biblioteca. Sono il sindaco Otello Marilli, che il 18 luglio del 1957 con delibera n. 233, la istituì, il geometra Carlo Lo Presti, che di essa fu il primo direttore e l’ingegnere Carlo Cicero, che fu il Presidente del primo Consiglio di Amministrazione, l’avvocato Alfio Sgalambro, l’avvocato Filadelfo Pupillo, il dottor Francesco Bonfiglio, il ragionier Vitale Martello, il professor Giuseppe Di Rosa, il signor Gaetano Ossino, che ne furono componenti.
La biblioteca non fu solo lo straordinario, nuovo, inaspettato luogo dei libri, della lettura, della cultura, ma anche centro motore di incontri, dibattiti, mostre d’arte, presentazione di libri, iniziative culturali di ogni tipo. Ma, appunto, c’era un comitato che si occupava di tutto ciò. Questo stesso comitato pochi anni dopo diede vita al PREMIO LENTINI, una manifestazione culturale che entrò di prepotenza nel panorama nazionale, che diede lustro e splendore alla città e che richiamò a Lentini personaggi entrati nella storia del teatro, della poesia, della letteratura italiani, da Leonardo Sciascia a Turi Vasile, da Lydia Alfonsi a Mario Gori, da Arnaldo Frateili ad Alberto Bevilacqua, e così via,.
Essi provenivano da un’esperienza esaltante che aveva dato una spinta inimmaginabile a un paesone agricolo da poco uscito dalla guerra: Il Centro Studi. Insieme a loro operarono il prof. Salvatore Ciancio, Giuseppe La Pira, Rosina Pisano, Gianni Cannone e tanti giovani e giovanissimi che in seguito si distinsero per i contributi dati alla città. Dentro il Centro Studi nacque l’intuizione che Leontinoi doveva trovarsi sul colle San Mauro, dal Centro Studi si ebbe la spinta propulsiva per l’inizio della prima campagna di scavi. per l’apertura del museo archeologico, per l’apertura del Liceo Classico e, per l’appunto della biblioteca.
Non poteva bastare la pagina della premessa della richiesta né questo mio breve intervento per parlare di nostri eroi civili. Forse un convegno potrebbe essere più appropriato. Io mi sentivo in dovere di ricordarli e l’ho fatto.
Ma non posso chiudere senza ricordare con grande affetto l’indimenticabile Cecè Pisano, il caro simpatico brontolone che per anni fu l’unico addetto al pubblico della Biblioteca di via Arrigo Testa.

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