sabato 20 dicembre 2008

Abbiamo Iacopo da Lentini, ora occorrerebbe una Lentini “da Iacopo”

Abbiamo Iacopo da Lentini, ora occorrerebbe una Lentini “da Iacopo”

Grazie a Iacopo il nome di Lentini è noto in tutto il mondo. Si è parlato molto, anche su questo giornale, della “festa di Iacopo” e del grande interesse che ha suscitato in città e nelle scuole (quasi sessanta studenti hanno partecipato al concorso indetto dalla Fondazione Pisano). Si sono raccontati più volte i motivi che hanno spinto la Fondazione, il Liceo classico Gorgia, il Liceo scientifico Vittoriani e l’associazione “Giacomo da Lentini” ad organizzare questa manifestazione: l’articolo di Andrea Camilleri sul quotidiano “La Repubblica”, in cui il popolare scrittore tesseva le lodi del nostro poeta e dei suoi sonetti amorosi. Si è molto parlato della intelligente relazione tra il poeta e la sua città che il professore Antonelli ha colto e sottolineato brillantemente.
Non è stato reso noto un piccolo, particolare suggerimento che il professore alla fine della sua relazione, in privato, diede al Sindaco Mangiameli. Disse il professore: “Dovreste fare qualcosa che ricordi sempre a tutti che questa è la città del Notaro; perché non pensate ad un premio annuale della poesia d’amore”. Il Sindaco con molta cordialità gli fece osservare che da dodici anni a Lentini si tiene una manifestazione molto simile a quella suggerita dal professore, il “San Valentino in poesia” e gli parlò anche dei “Luoghi gentili”, le poesie sui muri della città. Trattandosi di due iniziative che hanno a che fare con me, non riferirò lo stupore e complimenti di Antonelli. Dico solo che egli confessò che qualche anno fa aveva pensato di fare qualcosa di simile nelle stazioni della metropolitana di Roma, ma ci riuscì.
Chissà cosa avrebbe pensato se gli avessero raccontato che quelle due piccole cose che ricordano Iacopo sono state realizzate per iniziativa privata e a suo tempo furono ferocemente osteggiate da amministratori, consiglieri comunali e intellettuali importanti!
Quello che pochissimi sanno è che lo studioso sarebbe dovuto venire a Lentini la sera precedente la conferenza, e non lo stesso pomeriggio, come accadde.
Cosa sarebbe accaduto se, come da programma avesse trascorso la mattinata del sabato a visitare la città? Certamente l’avremmo portato al Municipio. E nel percorso avrebbe visto che la via Notaro Iacopo è una traversa di via Garibaldi. Probabilmente sarebbe rimasto un po’ deluso nel veder che le vie più importanti di Lentini, anziché a Gorgia e a Iacopo, sono intestate Vittorio Emanuele III, alla Regina Margherita, a Umberto di Savoia
Poi forse avrebbe chiesto di visitare la Biblioteca Comunale. Una volta arrivato avrebbe pensato che, per fargli un discutibile scherzo, l’avevamo portato al deposito dei libri e dei mobili vecchi e non nella vera Biblioteca. Dopo qualche metro avrebbe scoperto l’ex Upim, con tutto il suo cemento, le grandi vetrate rotte e sporche, le decine di manifesti colorati, grandi e piccoli, strappati, ammassati, sovrapposti (misteriosamente quelle vetrate sono l’unica zona franca per Manifesto Selvaggio...
Forse a quel punto sarebbe andato via convinto di avere sbagliato città: non poteva essere quella la città di Iacopo.
A pensarci bene avremmo fatto una cattiva figura solo perché siamo sciatti: per fare una Lentini degna di Iacopo e Gorgia non ci vogliono chissà quanti soldi (è la scusa di tutti, questa): basta avvertire il dovere di farlo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Prova: Buon Natale ! Però il mio blog non ci sta nella tua lista :(
Io sono piccolarondine su splinder, non so come si fa a trovarmi però. Magari se ci riesci trovami tu, hehehe!

Carmen

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good